Parla con Paolo

Curiosità e informazioni su tutto ciò che riguarda la Farmacia.

NUNTEREGGAEPIU'

NUNTEREGGAEPIU'

 

DPC, DD nuntereggaepiù  canterebbe  il compianto Rino Gaetano. Dopo il servizio delle Iene , giustamente, autorevoli voci dal mondo della Farmacia e non solo (Federanziani, Anpci) hanno dettagliatamente spiegato perchè la distribuzione diretta non è un vantaggio rispetto a quella per conto. Non sarò certo a rispiegarlo, quando faccio addirittura fatica a giustificare del tutto la DPC ( forse meccanismi remunerativi appropriati, lasciando un unico modello distributivo quale la Farmacia, serabbero risultati  più efficaci). Vorrei cercare di andare alle radici del male, e cioè  cosa porta ad errori gli organi d’informazione,  che possono lasciare dubbi e perplessità al cittadino. La mannaia mediatica negli anni del web, del tg satirico, del sentito dire , è rapida a colpire . E se non si decapita il predestinato, il solo fatto che si sia alzata ….danneggia. Credo che il Sistema sanitario debba essere comunque percepito dall’opinione pubblica come un corpus unico. La contradizione in termini sta nel considerare la territorialità la soluzione ideale per gestire il malato ( una società ospedalocentrica è antieconomica e disumanizzante) ma contestualmente si evince che la gestione dei beni materiali (leggi farmaci) diventa premiante se fatta da un unica realtà (leggi ASL).

La percezione  del cittadino- malato non è quindi  un organismo pulsante e coeso che governa (come è di moda dire) la sua salute, ma bensi un freddo meccanismo economico. Questo a prescindere che possa essere contestato il risultato dell’indagine delle Iene . 

A prescindere dai risultati ottenuti, dai vantaggi proposti , dalla certezza di poter gestire e controllare un mercato ( l’accentramento degli acquisti è senz’altro preda di interessi cospicui) quello che diventa determinante è il presunto risparmio economico. Siamo di fronte ad uno scontro di idee non a un confronto di metodi gestionali. E’ imprescindibile non affermare la necessità del cittadino a punti di riferimento certificati dallo Stato, uno Stato di diritto non può negare alle Farmacie ciò che lui stesso concede , e cioè essere appunto Concessioni Governative. Lo nega di fatto nel momento stesso che vengono criminalizzate e giudicate per quanto guadagnano e non per il ruolo sociale che offrono.

Dobbiamo ricordare che le Farmacie “a prescindere” sono entità Statali, per me è semplicemente assurdo che la Farmacia sia in contrapposizione all ‘Asl….insieme devono trovare la soluzione migliore , in virtù dello stesso fatto che si pensa al welfare quindi un approccio socio-sanitario. Di tutte queste polemiche la vera vittima è il cittadino che vede speculazioni ed interessi privati ovunque. Cosi facendo la fiducia diventa come acqua in un pugno …non la riesci a fermare.

  

Paolo Vintani 

 

 

Nel tondo metterei sembra che la fiducia nella Farmacia sia acqua in un pugno, non la riesci a fermare.