

I principali artefici dei “messaggi neurologici” si chiamano neuroni (cellule nervose con un diametro compreso tra i cinque e i cento millesimi di millimetro), che possono essere paragonati a miliardi di centraline elettriche microscopiche in grado di comunicare tra loro. Essi hanno il compito di elaborare questi messaggi e trasferirli lungo le vie nervose.
Ogni neurone riceve queste informazioni da altri neuroni mediante i dendriti, mentre mediante un altro prolungamento tubulare, chiamato assone, ha la capacità di trasmettere a sua volta le proprie informazioni.
(Fig. stimolazione dell’indice durante un trattamento di multiriflessologia)
Il punto di connessione tra l’assone di una cellula e il dendrite dell’altra si chiama sinapsi, che rende possibile a tutto questo “scambio informativo”. Tutti gli stimoli nervosi, sia in entrata che in uscita, sono di natura elettrica. La situazione di equilibrio del campo elettrico neuronale però, si modifica nel momento in cui arriva un impulso esterno, che può essere di varia natura: tattile, termico, luminoso, acustico, gustativo, olfattivo, ma che può scaturire anche dal nostro stesso pensiero e dalla nostra memoria.
Questa è la spiegazione di come uno stimolo meccanico, termico (caldo/freddo), ma anche elettromagnetico, o di altro tipo, esercitato ripetutamente ed in maniera corretta su specifiche zone o punti riflessi, generi sempre una reazione sulle aree corrispondenti.
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